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TARASSACO

Il TARASSACO (Taraxacum officinale Web.) fa parte delle erbe alimentari che crescono spontanee dei campi: una delle tante erbe commestibili che offrono sapori intensi e decisi,
amarognoli e dolciastri, con una consistenza croccante e friabile ma anche legnosa e coriacea. Un patrimonio di immensa ricchezza da riscoprire, che ci offre non solo un arcobaleno di sapori sconosciuti o dimenticati, ma che è fonte di nutrienti, di sali minerali, di vitamine, che superano alla gran lunga tutti gli integratori sintetici in commercio. Si tratta dei cosiddetti
NUTRACEUTICI, ovvero di alimenti che contengono sostanze che aiutano a mantenerci in salute. La scelta del TARASSACO in DRENARIT nasce dalla dimostrazione scientifica della validità del suo uso fatto nel passato che gli è valsa anche per l’attribuzione dei nomi vernacolari come “pisciacane” o “piscialetto”, ovvero quella di migliorare la diuresi, favorendo la funzionalità delle vie urinarie, l’eliminazione dei liquidi in eccesso, nonché svolgendo una apprezzabile proprietà depurativa, digestiva ed epatica.

DRENARIT propone un’associazione con Pilosella (Pilosella ocinarum Vaill.) e Betulla (Betula pubescens Ehrh.) che ne potenziano l’attività diuretica. Estratti di tarassaco vengono consigliati per favorire l’attività epatobiliare, l’insufficienza epatica, itterizia e calcoli biliari. Il rizoma in particolare ha attività colagoga e coleretica, ovvero aumenta la produzione di bile e il suo passaggio dal fegato all’intestino. Al tarassaco vengono attribuite anche proprietà antinfiammatorie, e ipoglicemizzanti, in quanto favorisce l’attività del pancreas. Inoltre, come tutte le Composite, la sua radice è ricca di inulina, una fibra solubile con effetti prebiotici, utili per migliorare la funzionalità intestinale. Si consigliano estratti di tarassaco per aumentare l’eliminazione dei liquidi, per depurare l’organismo e favorire l’attività del fegato e della cistifellea, quindi in caso di ritenzione idrica, in cure depurative, per disintossicare dopo uso di farmaci, per migliorare in metabolismo digestivo nei regimi dietetici, nei periodi di cambiamento stagionale. CURIOSITA’ SUL TARASSACO Questa pianta appartiene alla famiglia delle Asteracee, la stessa a cui appartengono piante note come la margherita e la camomilla. Il suo nome ha una radice greca taraxis che significa disordine, agitazione, e akas ovvero rimedio, che unite vogliono significare “rimedio contro i disordini dell’organismo”. E’ una pianta alimentare assai usata nelle varie tradizioni locali e se ne possono mangiare tutte le parti: le radici, tostate e macinate, venivano usate per preparare un surrogato del caffè quando non era così facile trovare quello originale; le foglie e i fiori vengono mangiati in insalata e nelle zuppe, sia crude che cotte, spesso associate ad altre erbe di campo; la radice essiccata viene sfruttata per aromatizzare la grappa. Altri usi popolari del tarassaco propongono il decotto delle radici e delle infiorescenze da bersi 2-3 volte al giorno in caso di tosse produttiva; il “giulebbe”, ovvero il decotto delle foglie bollite con lo zucchero, veniva dato a gocce ai neonati per prepararli allo svezzamento. Le foglie fresche e contuse vengono applicate sulle ferite come emostatico; sulle emorroidi si applicano cataplasmi di foglie miste a quelle di borragine (Borago officinalis L. ). Il succo fresco della pianta è usato per schiarire macchie cutanee e lentiggini.

DOSI CONSIGLIATE
La dose di estratto secco della radice titolato in inulina 25% è di 800-1000 mg./kg/die.

EFFETTI INDESIDERATI E CONTROINDICAZIONI
Non noti.

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